Era un visionario, Lorenzo Reina, l’artista e pastore che in Sicilia ha dato vita al Teatro Andromeda, straordinaria opera immersa tra i monti di Santo Stefano Quisquina, nell’agrigentino. Una figura fuori dal comune del mondo dell’arte, premuratamente scomparso all’età di 65 anni.

Il Teatro Andromeda, da lui costruito pietra dopo pietra mentre il suo gregge pascolava, è una delle mete artistiche più suggestive dell’isola. A chi gli chiedeva come e perché aveva realizzato quel teatro, tra la natura in un luogo unico, rispondeva: “Mio padre mi voleva pastore, ma io volevo scrivere poesie e scolpire. Da ragazzino e fino a vent’anni conducevo una vita tra pecore e cani e un solo libro di letteratura, ‘La Tavola Rotonda’. Una notte chiesi al cielo di non farmi mai sazio della mia arte e sono stato ascoltato”.

“Lo spirito come il vento soffia dove vuole e ha soffiato su questa collina, dove dimorano spiriti buoni e le pecore vi ruminavano in pace. Per questo ho deciso di costruire qui un teatro di pietra, che non finisco mai di scolpire. Tra quattro miliardi di anni la nostra Via Lattea si unira’ alla Galassia M31 della Costellazione di Andromeda, ma ora entra nell’arca, siedi su una stella e guarda la terra, questo non e’ un teatro… ma un’astronave in volo verso la Galassia di Andromeda”.
