“Non tutto è successo”, il sindaco di Taormina Cateno De Luca si racconta

Si intitola “Non tutto è successo” il libro di Cateno De Luca, sindaco di Taormina. È il suo primo Natale a Palazzo dei Giurati, nella città del Minotauro. Alla domanda se è già tempo di un primo bilancio oppure i programmi sono ancora in itinere, risponde: “In realtà con la nostra giunta facciamo periodicamente bilanci, un monitoraggio costante che si concluderà poi con una relazione annuale che nella mia qualità di Sindaco predispongo per il consiglio comunale. È infatti mia abitudine avviare procedimenti amministrativi e poi verificare le conseguenze, a tal proposito posso affermare che questi quasi sei mesi di amministrazione del Comune di Taormina ci hanno consentito non solo di radiografare la realtà di ciò che abbiamo ereditato dalle precedenti amministrazioni, ma anche di smantellare quanto ha portato Taormina al dissesto e non solo sotto il profilo economico finanziario ma anche sotto il profilo funzionale che appunto non permetteva al Palazzo Municipale di offrire all’utenza i servizi di base. Abbiamo voluto affrontare di petto questa situazione quasi surreale, rompendo così le dinamiche di un sistema insano per ricomporlo in maniera costruttiva secondo i principi di efficienza efficacia ed economicità”.

Lei è senz’altro un comunicatore, sa come arrivare alla gente. È spesso descritto come un outsider della politica. Si riconosce in questa definizione? 

Sono soprattutto un uomo libero che ama amministrare e che possiede un principio sacrosanto ovvero quello dell’onestà verso le comunità che hanno riposto fiducia nella mia persona scegliendomi come Sindaco. Non a caso ho amministrato sino ad ora in quattro comuni diversi compresa la città metropolitana di Messina che mi ha permesso a coordinare ben 108 comuni. La fiducia che la gente ripone ed ha risposto nei miei riguardi è segno tangibile che le promesse fatte in campagna elettorale sono state mantenute. Ma il dato ancor più rilevante è che le città dove ho amministrato da primo cittadino, dopo la scadenza del mio mandato, hanno sempre voluto dare prosecuzione al mio operato scegliendo la squadra da me suggerita. Questi sono elementi oggettivi e non contestabili che danno il senso della buona impronta di governo che abbiamo lasciato con la nostra amministrazione.

Taormina è il quarto comune dove è stato eletto Sindaco (dopo Fiumedinisi suo paese di nascita, Santa Teresa di Riva e Messina). Più difficile ricoprire la carica di primo cittadino in una città come Messina oppure in una località simbolo come Taormina?

Sono due contesti diversi, entrambe le città che ho amministrato scontano una sequela di anni di mal governo. Quando venni eletto sindaco di Messina trovai una città in ginocchio, anche sotto il profilo degli indici della vivibilità urbana era tra i più bassi d’Italia, un esempio per tutti è proprio la raccolta differenziata: la città è passata dall’8% a un quasi 60%. Anche Taormina sotto questo profilo si trova nella medesima situazione. Da Sindaco la mission che ho sempre adottato è quella di risanare i disastri delle precedenti amministrazioni. Le due città, seppur assai differenti tra loro già per le rispettive dimensioni (Messina città metropolitana è articolata in 48 villaggi), partono da un unico denominatore ovvero la debolezza strutturale dell’ente e un’assenza della missione strategica dei servizi che hanno caratterizzato in negativo entrambe le comunità. Messina ha scontato l’assenza di una visione strategica da città metropolitana; Taormina, che è molto concentrata dal punto di vista degli interessi ed è una città brand tra le più importanti al mondo, non ha avuto una crescita dei servizi urbani di pari passo del brand stesso.

A tal proposito, la realtà territoriale di Taormina riuscirà a specchiarsi con il nuovo percorso di crescita e sviluppo del brand che la città ha di fatto avviato con l’arrivo dei colossi del lusso come Four Season, Dior, LVMH?  

Bisogna lavorare innanzitutto al fine di evitare l’effetto bolla.  Quando un brand come Taormina ha una crescita esponenziale e non c’è una consequenzialità sul fronte dei servizi urbani, sulle nuove strategie per rinnovarsi anche in termini di destagionalizzazione, il rischio oggettivo è che la città tanto apprezzata nel mondo abbia poi un’onda di ritorno negativa. E’ impensabile trovarsi in un contesto urbano dove d’estate – periodo di altissima stagione turistica – all’improvviso viene a mancare l’erogazione idrica o magari non si riesce a far fronte alle richieste di permanenza anche in termini di mobilità perché mancano i posti auto per via di un’assente strategia di sviluppo per l’individuazione di nuove aree di parcheggio oppure perché non si è pensato a un adeguato trasporto pubblico locale. È su questa direzione che con molto impegno stiamo lavorando, la crescita esponenziale del brand Taormina dev’essere complessiva e non parziale.

Lei intitola il suo libro (edito da Piemme) “Non tutto è successo”. Cosa prevede allora che succeda? Dove vuole arrivare?

Taormina per me rappresenta la Sicilia in piccolo, l’ho detto quando decisi di candidarmi a primo cittadino della città del Minotauro. La considero un luogo ideale per tenermi in allenamento per l’obiettivo prossimo, ovvero quello di fare il Presidente della Regione Siciliana. Taormina racchiude tutti gli elementi che caratterizzano la nostra amata Sicilia: da una parte la bellezza, la storia e la cultura; dall’altra l’assenza di una strategia per mettere a frutto queste potenzialità. Pertanto nell’attesa di arrivare a fare il Presidente della Regione – com’è inserito nell’ultimo capitolo del libro “Non tutto è successo” – mi tengo in allenamento al fine di dare il meglio a una comunità che per quasi trent’anni ha scontato una visione totalmente scollegata dell’amministrazione comunale rispetto alle sue potenzialità e al suo brand.

Ha creato “Sud chiama Nord”. Lei rappresenta il Sud e chiama l’interfaccia al Nord (immaginiamo con una telefonata): quali punti fermi porrebbe prioritariamente?

Intanto la chiamata va fatta per una questione di responsabilità, ritengo che noi meridionali siamo i principali responsabili di questo divario tra Sud e Nord poiché negli anni non abbiamo saputo utilizzare le nostre potenzialità in relazione a un sistema Italia del quale siamo stati sicuramente vittime ma anche complici. Faccio un esempio su tutti: le nostre risorse energetiche ovvero l’estrazione del petrolio, del gas metano la raffinazione per noi ha costituito solo un danno ambientale che non ha portato alcun vantaggio. Paghiamo le accise come tutto il resto del sistema Italia eppure oltre il 75% di queste risorse vengono estratte e raffinate nel Meridione d’Italia, non abbiamo saputo trasformare un punto di debolezza, che è il danno ambientale subito, in un punto di forza.  Nel rapporto con il Nord e nelle interlocuzioni con lo Stato centrale vogliamo dare una nuova visione di meridionalismo, non certo di tipo piagnone ma di una presa di coscienza e di una consapevolezza del poter stare tutti bene nel sistema Italia senza che questo divario si risolva con il solito approccio caritatevole. Pretendiamo che le nostre caratteristiche, la nostra identità ci metta nelle condizioni di poter sopperire a un divario infrastrutturale che nel tempo ha creato un gap riconosciuto anche dalla Unione Europea e che ha portato anche all’assegnazione dei fondi PNRR. In nessuna nazione europea esiste il divario tra Sud e Nord come quello che c’è in Italia.

Per chiudere. Lei che ama la musica: quale colonna sonora consiglia per accompagnare appunto la lettura del suo libro?

‘My way’. Adoro questo brano, poiché ho sempre condotto la vita a modo mio. Ho anche tradotto il testo in italiano. Il mio modo di essere mi ha permesso di vivere a modo mio, di muovermi secondo schemi non convenzionali e magari ciò mi ha consentito spesso di spiazzare i miei avversari.

(intervista a cura del Direttore)

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.

 

M IL MAGAZINE

read the good news

Copyright ©  M il Magazine

Periodico di moda, stili, tendenze, turismo, lifestyle, cultura, attualità

 

Testata giornalistica fondata nel 2008

Registrazione in Tribunale n°7 del 12/3/2008

Giugno 2024
L M M G V S D
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930