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Da Burri a Cattelan: 55 anni d’arte moderna in mostra a Palazzo della Cultura a Catania

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La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma inizia la collaborazione con la Fondazione Puglisi Cosentino di Catania e ben 53 opere della GNAMC approdano in Sicilia, esposte nell’architettura di Palazzo Valle, capolavoro del barocco siciliano, nel capoluogo etneo.

La selezione è a cura di Renata Cristina Mazzantini e Gabriele Simongini, con il titolo “Da Burri a Cattelan 1970-2025”.


Il percorso documenta 55 anni (1970-2025) di arte italiana: parte da Alberto Burri (che negli anni settanta è andato ormai ben al di là dell’Informale), Pietro Consagra (con la “Città Frontale” legata anche all’edificio frontale Meeting di Gibellina), Giorgio de Chirico (inventore della pittura neometafisica proprio a cavallo fra la fine degli anni sessanta e i primi settanta), Renato Guttuso (con il suo realismo più intimo e memoriale) e Fausto Melotti, con la sua scultura astratta nella quale convivono geometria, musicalità e sentimento poetico del mondo. Via via, passando per Gino De Dominicis, Mario Schifano, Ettore Spalletti, Emilio Isgrò, Giulio Paolini e Mimmo Paladino, si chiude col lavoro dissacrante e sorprendente di Maurizio Cattelan, star dalla notorietà internazionale. Confrontandosi implicitamente anche con i cambiamenti della società, la mostra ripercorre l’Arte Povera, gli esiti rinnovati dell’Astrattismo, del Concettuale e della Pittura Oggettuale, la Pittura Colta e quella Analitica, la Transavanguardia, la Scuola di San Lorenzo, gli sviluppi creativi della fotografia, solo per dirne alcune.

La mostra ha come primo obiettivo quello di avvicinare le scuole di ogni ordine e grado all’arte degli ultimi cinquant’anni, offrendo anche l’occasione di ripercorrere e riflettere sui mutamenti della società italiana nel corso del tempo.

“Questa mostra – dichiara Alfio Puglisi Cosentinosegna l’avvio di una collaborazione triennale fra la Fondazione e il grande museo romano che porterà a Catania nei prossimi due anni altre rassegne di indiscutibile qualità. L’attuale evento espositivo risponde perfettamente alla mission della nostra Fondazione: operare a favore dell’arte antica, moderna e contemporanea, con fini di studio, educazione e diletto, promuovendo le relazioni tra artisti e pubblico, anche di non addetti ai lavori, e contribuendo alla trasformazione virtuosa del nostro territorio”.

“La mostra Da Burri a Cattelan – sottolinea la direttrice Renata Cristina Mazzantinirestituisce alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea la sua voce più autentica: quella di un’istituzione che produce cultura e, come un laboratorio di idee, genera pensiero e promuove la creatività, riaffermando un ruolo storicamente riconosciuto ma in alcuni periodi affievolito. Il ruolo di un museo che non solo conserva una straordinaria raccolta, ma che la sviluppa, la racconta e la condivide con tante comunità, rendendola più conosciuta e accessibile, riportandola al centro della scena artistica nazionale”.

“Anche in questi ultimi cinque decenni – afferma Gabriele Simongini pur modificandosi costantemente, l’arte italiana ha portato avanti i valori della forma, dimostrando che l’innovazione è parte integrante di una tradizione in divenire. Con iniziative come questa, la GNAMC diventa ancor più identitaria e nazionale, in senso alto, e sarà sentita sempre di più come un patrimonio di tutti, che si avvicina, dialoga, si espone, si fa conoscere empaticamente, si mette in gioco, si confronta apertamente”.

La mostra, inaugurata il 25 ottobre, sarà visitabile a Catania fino al 29 marzo 2026.

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