I disegni di Milo Manara dedicati a Brigitte Bardot non sono soltanto un esercizio di stile, ma un’operazione culturale che intreccia memoria, immaginario e attualità. Disegni, erotismo d’autore, arte contemporanea: parole chiave per capire perché l’incontro ideale tra il grande fumettista italiano e la diva francese continui a suscitare interesse.
BB, molto più di una diva
Brigitte Bardot è stata icona dell’immagine femminile. Attrice, cantante, musa, ma soprattutto simbolo di una femminilità non addomesticata. La Bardot (diventata presto BB per il mondo) ha incarnato negli anni Cinquanta e Sessanta una rivoluzione silenziosa: il diritto di esistere nel proprio corpo senza chiedere permesso. Il suo volto e la sua figura hanno attraversato cinema, fotografia, moda e arte, diventando un linguaggio universale. Prima ancora di diventare simbolo dell’antispecismo , lei, prima vera animalista impegnata in prima linea con la sua Fondazione.
Brigitte Bardot, la fata degli animali
Nel segno sensuale e raffinato di Milo Manara, Brigitte Bardot prende forma come icona senza tempo, ritratta in armonia con gli animali che ha sempre amato e difeso. Il tratto morbido e luminoso dell’artista esalta la naturalezza della Bardot, lontana dalla posa artificiale della diva, restituendole invece un’aura libera e istintiva: capelli sciolti, sguardo assorto, il corpo che dialoga con la presenza discreta di cani, gatti, cavalli e altre creature.
In questa visione, Manara non celebra soltanto la bellezza femminile, ma intreccia il disegno in un omaggio poetico a una donna che ha fatto della sensibilità verso il mondo animale una parte essenziale della propria identità.
Milo Manara e il corpo come racconto
Nel panorama del fumetto e dell’illustrazione, Milo Manara ha sempre lavorato sul confine sottile tra erotismo e narrazione. Nei suoi disegni dedicati a Brigitte Bardot, questo confine diventa ancora più significativo. L’artista non si limita a rappresentare una bellezza iconica, ma ne rilegge il senso profondo: il corpo come espressione di libertà, desiderio e identità.

I disegni di Manara ispirati alla Bardot evitano infatti la trappola della nostalgia. Non c’è il compiacimento del mito imbalsamato, ma una reinterpretazione viva, attuale. Le linee morbide e sensuali, cifra stilistica dell’autore, restituiscono una Bardot consapevole, padrona del proprio sguardo, lontana da qualsiasi passività.
«Non mi interessa disegnare una donna famosa – ha spiegato Manara – ma raccontare ciò che quella donna ha rappresentato. Bardot non era solo bella: era libera, e la sua libertà passava anche dal corpo». Un’affermazione che chiarisce il cuore del progetto artistico.

Singolare che il grande disegnatore non ha mai conosciuto di persona BB. Fu lei però a sceglierlo per realizzare la statua che la rappresenta e che dal 2017 illumina la Place Blanqui di Saint Tropez, vicino al luogo in cui Bardot aveva trovato la sua casa del cuore, la Mandrague.
I 25 acquerelli di Manara
L’artista veronese, ha lavorato per più di un anno alla realizzazione di 25 acquerelli dedicati alla mitica Brigitte Bardot. Quando Manara è stato contattato per la realizzazione della serie, ha ritrovato le sensazioni che da giovane autore lo assalivano a ogni nuovo progetto: la voglia di far bene, ma in questo caso anche la paura di deludere la diretta interessata, che per Manara, come per la maggioranza degli uomini della sua generazione, è un personaggio più che mitico. Inoltre, era da più di 40 anni, dal 1968, quando lo scultore Aslan l’aveva effigiata in Marianne, che Brigitte Bardot non concedeva l’autorizzazione ad un artista per rappresentarla. Con enorme devozione e attenzione Manara si è quindi lanciato nell’operazione che lo ha visto lavorare per più di un anno su 25 acquerelli di gran formato che mostrano BB in alcune situazioni iconiche che hanno segnato l’immaginario di intere generazioni. I 25 acquerelli sono stati firmati sul retro dall’ex attrice, che ha anche incorporato in ogni disegno il suo simbolo più personale, una “margherita a sette petali” (fonte: milomanara.it) .
Un’eredità ancora attuale tra cinema, fumetto e immaginario collettivo
In un momento storico in cui il dibattito sul corpo femminile, sullo sguardo e sul desiderio è centrale, i disegni di Milo Manara dedicati a Brigitte Bardot assumono un valore che va oltre l’estetica. Parlano di autonomia, di rappresentazione e di libertà individuale.
L’omaggio di Manara funziona anche come ponte tra linguaggi: dal cinema d’autore francese al fumetto italiano, dalla fotografia iconica al disegno interpretativo. Brigitte Bardot diventa così un archetipo che attraversa le epoche, dimostrando come certi miti non appartengano al passato, ma continuino a interrogare il presente.
Attraverso la sua matita, Manara non celebra semplicemente una star del cinema, ma riattiva un simbolo culturale. E ci ricorda che alcune immagini, quando sono autentiche, continuano a essere politiche anche decenni dopo.





