Boselli: “Made in Italy frenato da pandemia e guerra”

di Agata Patrizia Saccone

“La Milano Fashion Week dello scorso febbraio è stata la prima settimana della moda con una significativa presenza dopo due anni di pandemia. Una sensazione positiva di ripresa per il Made in Italy finché purtroppo non è arrivata la terribile e inaspettata notizia del conflitto tra Russia e Ucraina”.

Il Presidente della Fondazione Italia Cina e dell’Istituto Italo Cinese cav. Mario Boselli, commenta la nuova emergenza mondiale, i rischi e le ricadute.

Alla luce dei fatti attuali cosa accadrà al mercato Made in Italy già in crisi per via della pandemia?

“Prima di tutto c’è un effetto generalizzato legato al sentimento della gente. Quando si vede la sofferenza, situazioni di estremo disagio che si verificano oltretutto non molto lontano da noi e direttamente o indirettamente coinvolgono tutti, la gente ha ben poca voglia di comprare. Cambia l’atmosfera, l’attenzione si sposta sulle popolazioni che soffrono, su chi muore sotto i bombardamenti. Vi è poi una conseguenza diretta sull’economia, con le mancate vendite in certe aree del mondo per l’assenza obbligata di importanti buyer esteri (come è già stato a Milano, senza cinesi e russi) che avrà inevitabilmente degli effetti negativi sul business, compresi i comparti del lusso”.

La Cina ha un ruolo importantissimo nell’import del lusso Made in Italy e Made in France. Alla luce dei risvolti, quale atteggiamento assumerà riguardo ai suddetti mercati?

“La Cina è il primo mercato di sbocco del lusso italiano e francese e fortunatamente, secondo i dati statistici, in questi ultimi due anni, durante il lockdown, ha incrementato addirittura le importazioni dei brand iconici del lusso Made in Italy, il cui fatturato mediamente dal 30% al 50% viene realizzato proprio dalle vendite nel Paese del Sol Levante.  I cinesi non arrivano fisicamente a comprare in Italia o in altri Paesi esteri perché non escono fuori dai loro confini, ma comprano in patria. Perciò non mi preoccupa il mercato del lusso semmai quello delle piccole e medie imprese poiché non hanno presenze stabili, non hanno loro negozi loro in Cina laddove i negozi multibrand di moda sono poco diffusi. Queste pmi venderebbero ai cinesi solo se tale segmento di acquirenti venisse a comprare in Italia. Molti hanno ovviato con il B2B online, che però può funzionare solo se c’è anche l’offline con una reale presenza di negozio fisico, altrimenti è più difficile avere successo. Oggi il conflitto tra Russia e Ucraina complica ancor più ogni cosa. Nello scenario globale ci sono i due grandi nemici contrapposti, da un lato Putin e dall’altro Biden, e l’equilibrio compromesso andrebbe riportato sul binario della riconciliazione. Il mio auspicio è che la Cina (più filo Russia) e l’Europa (più filo America) possano essere i due grandi attori di una interposizione in quanto, pur essendo schierati, hanno una posizione più equilibrata e potrebbero così impegnarsi attivamente per far ragionare le due parti. Questo è ciò che mi auguro per uscire in tempi brevi da questa difficile e delicata situazione”.

Le sanzioni applicate alla Russia che ripercussioni avranno sulle nostre banche?

“Molte banche operano con la Russia, sono degli interlocutori importanti, basti pensare ai pagamenti dell’import del settore energetico e vi sono anche banche internazionali che hanno presenze stabili in Russia. La cosa rilevante è il blocco del sistema dei pagamenti swift, una decisione molto seria. Speriamo che aiuti almeno ad accelerare l’uscita da questa critica fase”.

Russian Buyer Union ha coraggiosamente pubblicato una lettera aperta firmata da tutti gli associati in cui si schiera contro la guerra…

“Molto coraggiosa, assolutamente apprezzabile”.

Cosa ne sarà dell’export Made in Italy verso il mercato russo, compreso quello della moda?

“L’export della moda Made in Italy in Russia era già in calo rispetto ai fasti di un tempo, credo che riprenderà un giorno. A differenza di alcuni prodotti che con l’embargo vengono sostituiti, come ad esempio nell’alimentare, in Russia nel caso della moda alla lunga non sarà così”.

Papa Francesco, infrangendo ogni protocollo, si è recato personalmente all’Ambasciata di Russia presso la Santa Sede…

“Grande ammirazione per il Papa, è stato bravissimo”.

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.

 

M IL MAGAZINE

read the good news

Copyright ©  M il Magazine

Periodico di moda, design, cultura, turismo, spettacolo, attualità

 

Testata giornalistica registrata presso

il Tribunale di Catania n°7 del 12/3/2008

Follow us on
Settembre 2022
L M M G V S D
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930